Autore Topic: Massoneria, politica e religione  (Letto 6678 volte)

Antonio Masullo

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Massoneria, politica e religione
« il: Aprile 21, 2015, 11:59:09 am »
Carissimi ff., ho appena letto l'interessante tavola del fratello Di Muzio che sarà oggetto della tornata del prossimo 24 aprile. Ricca di spunti e di punti di riflessione. La mia domanda è questa: se in Loggia non è consentito parlare di politica e di religione, ed è comunque possibile strutturare una tavola architettonica mettendo a confronto, come nel caso de quo, Massoneria e Buddismo, qual'è la metodologia da utilizzare, o meglio ancora, i giusti "utensili" da adottare per non sfociare in un discorso teologico e dogmatico? E' giusto affermare che la  chiave di lettura sia quella di centrare e focalizzare  tutto sull'Uomo in sè e sulla propria ricerca interiore e non estendere l'oggetto della tematica alla percezione del Divino, comunque lo si intenda? Grazie sin d'ora a tutti e perdonate il mio forse "non idoneo" approccio alla questione. Con tfa Antonio.

Pietro Riccio

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Re:Massoneria, politica e religione
« Risposta #1 il: Aprile 21, 2015, 02:06:05 pm »
Ciao Antonio, innanzitutto grazie per aver inaugurato il Forum.
Scusami, per un fatto di ordine e per l'importanza dell'argomento ho preferito dividere la discussione e spostarla nella giusta sezione.
Per la questione della politica e della religione, credo che possa essere importante il contributo del Fratello Enzo, che ha scritto delle cose molto interessanti in merito.
Ma appena ho un po' di tempo spero di dare anch'io il mio contributo.

sox

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Re:Massoneria, politica e religione
« Risposta #2 il: Aprile 23, 2015, 12:39:12 pm »
Carissimi, riprendo il discorso del Fratello Antonio e provo a dire la mia. Premetto che ancora non ho avuto il piacere di leggere la prossima Tavola (cosa che farò stasera), ma credo che il Buddhismo sia, tra le c.d. "religioni", quella che più si avvicina alla visione della vita "illuminata". Penso questo perché, mi pare di aver capito dalla lettura di molti testi anche "Zen", che in realtà quella buddhista sia una filosofia di vita. La ricerca del proprio "se" attraverso la consapevolezza. Un pò come il nostro "percorso" verso l'illuminazione. Nessun indottrinamento dall'alto, ma la ricerca della verità dall'interno. Mi ricordo di aver letto un bel passo ove si diceva: Illuminazione, pace e gioia non ti saranno garantiti da altri. Il pozzo è dentro di noi, e se scaviamo in profondità nel momento presente l'acqua sgorgherà... L'uomo quindi al centro, inteso come unico responsabile della propria crescita. Attendo però gli interventi dei nostri Fratelli "maggiori". TFA

Pietro Riccio

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Re:Massoneria, politica e religione
« Risposta #3 il: Aprile 23, 2015, 04:04:52 pm »
Cari Fratelli, aspettando di avere il tempo per scrivere un pensiero un po' più articolato, vi riporto una bellissima poesia di Kipling che non tutti conoscono e che in alcuni passaggi può essere da contributo al questa discussione.
Si tratta di "Loggia Madre".

C'erano Rundle, il capo stazione,
E Beazeley, delle Ferrovie,
E Ackman dell'Intendenza,
E Donkin delle Prigioni,
E Blake il sergente istruttore,
Per due volte fu il nostro Venerabile
Con quello che aveva il negozio «Europa»,
Il vecchio Framjee Eduljee.

Fuori - «Sergente, Signore, Saluto, Salaam»
Dentro, «Fratello», e non c'era nulla di male.
Ci incontravamo sulla Livella e ci separavamo sulla Squadra,
Ed io ero Secondo Diacono nella mia Loggia Madre laggiù!

Avevamo Bola Nath il contabile
E Saul, l'israelita di Aden,
E Din Mohammed disegnatore al Catasto,
C'erano Babu Chuckerbutty,
E Amir Singh, il Sikh,
E Castro delle officine di riparazione,
Il Cattolico Romano!

Non avevamo belle insegne,
E il nostro Tempio era vecchio e spoglio,
Ma conoscevamo gli antichi Landmarks,
E li osservavamo per filo e per segno.
E guardando tutto ciò all'indietro,
Mi colpisce questo fatto,
Che non esiste qualcosa come un infedele,
Eccetto, forse, noi stessi.


Poiché ogni mese, finiti i Lavori,
Ci sedevamo tutti e fumavamo,
(Non osavamo fare banchetti
Per non violare la casta di un Fratello),

E si parlava, uno dopo l'altro,
Di Religione e di altre cose,
Ognuno rifacendosi al Dio che meglio conosceva.


L'uno dopo l'altro si parlava,
E non un solo Fratello si agitava,

Fino a che il mattino svegliava i pappagalli,
E quell'altro uccello vaneggiante;
Si diceva che ciò era curioso,
E si rincasava per dormire,
Con Maometto, Dio e Shiva
Che facevano il cambio della guardia nelle nostre teste.


Sovente, al servizio del Governo,
Questi passi erranti hanno visitato
E recato saluti fraterni
A Logge d'oriente e d'occidente,
Secondo l'ordine ricevuto,
Da Kohat a Singapore,
Ma come vorrei rivedere
Ancora una volta quelli della mia Loggia Madre!

Vorrei potere rivederli,
I miei Fratelli neri e scuri,
Tra l'odore piacevole dei sigari di là,
Mentre ci si passa l'appiccicafuoco;
E con il vecchio khansamah che russa
Sul pavimento della dispensa,
Ah! essere Maestro Massone di buona fama
Nella mia Loggia Madre, ancora una volta!

Fuori - «Sergente, Signore, Saluto, Salaam»
Dentro, «Fratello», e non c'era nulla di male.
Ci incontravamo sulla Livella e ci separavamo sulla Squadra,
Ed io ero Secondo Diacono nella mia Loggia Madre laggiù!


Ovviamente il grassetto è mio.
Inoltre, visto che il buon Enzo ha scritto delle cose in merito, lo aspetto per il suo contributo.
Enzo, se ci sei batti un colpo!!!

Pietro Riccio

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Re:Massoneria, politica e religione
« Risposta #4 il: Aprile 24, 2015, 10:02:32 am »
Messo in area riservata le Tavole che affrontano il discorso della religione e della religiosità.

Antonio Masullo

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Re:Massoneria, politica e religione
« Risposta #5 il: Aprile 26, 2015, 07:48:39 pm »
In merito alla tavola architettonica del ft Di Nuzio dello scorso 24.04, ed in relazione a tutti gli interessanti interventi che hanno contribuito notevolmente ad arricchire il valore della serata, mi sento di scrivere poche e sintetiche osservazioni sulla tematica trattata.
Durante il tempo trascorso nel tempio, assieme a voi fratelli cari, ho percepito un flusso di "energia" molto consistente che nutriva di conoscenza ogni pensiero del mio essere. Ognuno di voi, col proprio contributo, mi ha dato la concreta possibilità di cercare di sistemare dei concetti intimi e personali su ciò che concerne la fede, la religione ed il mio ingresso in massoneria.
La fede, per chi la possiede, è solo ed esclusivamente un "dono", un dono che senza se e senza ma, scevro da qualsiasi condizionamento esogeno, è concesso da Dio, qualunque sia la religione, intesa come strumento di culto, nel cui sentiero ci si incammini. La fede, intesa come dono divino, quando è autentica, possiede completamente l'uomo che la nutre nel riserbo del suo cuore. Essa è imprescindibile, e al di là di ogni logica umana, completa l'uomo nell'essenza del suo spirito. La massoneria, a mio avviso è tutt'altro. Il cammino iniziatico parte dalla percezione di un senso di incompletezza dell'essere umano, di un particolare "sentire" che lo conduce a cercare nel profondo di sè, nell'oscurità di sè stesso, la verità illuminante che non possiede e a cui anela. Se entri in massoneria, probabilmente sei massone da sempre, sin da bambino, da quando ti ponevi delle domande a cui mai nessuno ha saputo dare risposta, e soltanto quando hai compreso che a quelle domande puoi cercare di dare risposta solo tu, hai rivelato a te stesso di essere massone e di avere bisogno di tutti gli strumenti che essa possiede per aiutarti nel cammino. Questo, a mio avviso, rappresenta lo spartiacque fra religione fideistica e massoneria. La prima, sostenuta dal dono della fede che proviene da Dio, la seconda, sostenuta invece dalla sola volontà dell'uomo che raccolto nel suo crogiuolo di dubbi, attiva il cammino iniziatico spinto dalla forza di conoscere e disvelare ciò che gli sembrava precluso fin dalle sue origini. Pertanto, sotto questo aspetto religione e massoneria sono inconciliabili. Paradossalmente però, le stesse possono essere messe a confronto in una chiave dedodificatrice, completamente scevra dal fanatismo e dalla percezione personale del Divino, cercando però di non fare, come si suol dire "cultura", ma dal punto di vista del massone, adempiere alla macerazione di sè stesso e cercare di edificare coi propri progressi di nuove conoscenze acquisite, templi alla virtù. Cari fratelli, perdonate tutti il mio tentativo di cercare di sintetizzare quanto percepito alla scorsa tornata, ma avvertivo l'esigenza di rendervelo noto e manifesto. Il silenzio, per l'apprendista è prezioso ed edificante nel tempio durante i lavori di loggia. Ma la possibilità di poter discutere sul forum, insieme a voi tutti fratelli cari, è per me motivo di stimolo per apprendere la mia metodologia nell'improntare in futuro delle valide tavole architettoniche su cui discutere insieme a voi. Col tfa, Antonio.

Gianfranco

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Re:Massoneria, politica e religione
« Risposta #6 il: Aprile 29, 2015, 08:05:25 am »
Caro Antonio avere il dono della Fede implicherebbe sentirsi appagati, altrimenti non sarebbe vera fede, una persona appagata che non ha sete di Conoscenza non ha motivo di essere in Massoneria, tuttavia si può avere sete di Conoscenza e sentire che le cose sono in un certo modo, un po' come lo scienziato che intuisce e poi se lo deve spiegare, ma poi anche lo scienziato si stanca di dividere ed analizzare e si Affida a quello che sente, non ha più necessità di provarselo, sa che è così, buona giornata

Antonio Masullo

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Re:Massoneria, politica e religione
« Risposta #7 il: Aprile 29, 2015, 01:14:36 pm »
Grazie mille Gianfranco per le tue osservazioni, ne farò tesoro. Buona giornata anche a te.

Gianfranco

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Re:Massoneria, politica e religione
« Risposta #8 il: Aprile 30, 2015, 06:27:35 am »
Ringrazio io te, che in modo così chiaro esprimi il tuo pensiero e mi dai modo di riflettere per capire qual è il mio punto di vista, sono sicuro che presto darai molti nuovi stimoli alle nostre discussioni, a presto.


Gianfranco

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Re:Massoneria, politica e religione
« Risposta #9 il: Aprile 30, 2015, 07:04:34 am »
Caro Sox, condivido che il Buddismo sia una via, in parte, conciliabile con la Massoneria, perché nei suoi principi è più una filosofia che una religione, perché le risposte sono tutte scritte all'interno di noi stessi, ambo cerchiamo la Luce in noi stessi, ma il massone è uomo libero, un cane sciolto, non può essere rilegato in una religione con regole esterne, non può avere un maestro, l'unico suo Maestro è quello interiore, per questo le sue conoscenze soggettive sono incomunicabili, poi c'è il discorso dello stato di perfezione che viene dall'illuminazione, che non è facilmente conciliabile con la nostra perfettibilità mai completa. Infine, noi siamo occidentali, abbiamo una coscienza ed inconscio collettivo formatesi nei millenni con propri archetipi, siamo ad occidente, a destra, siamo più attivi, creatori, ecc. Ma il discorso si fa lungo, penso solo che ognuno di noi, in via generale, deve seguire le proprie radici e tradizioni, questo non significa che deve escludere o non approfondire le altre, si va dove si sente di andare, ma non dimentichiamo la nostra radice occidentale, poi in fin dei conti cerchiamo l'uno dove tutto confluisce